Rischi e sanzioni
E' difficile fare una stima sul reale numero dei cani che ogni anno vengono
abbandonati in Italia. Certamente segnali preoccupanti ci arrivano da
moltissimi canili rifugio, che denunciano un continuo aumento del numero degli
animali ospitati nonostante gli intensi programmi di adozione. Altro segnale
negativo arriva dalla denuncia di incidenti stradali provocati da animali
vaganti sul territorio.
La legge 189 del 2004 che modifica l'art. 727 (Abbandono di animali) del
Codice penale stabilisce che "chiunque abbandona animali domestici o che
abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un
anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro".
Il
D. L.vo 27 gennaio 1992, n.116 detta, fra l’altro, una serie di
prescrizioni che escludono l’impiego di animali randagi nella sperimentazione
e consentono di controllare e seguire gli animali a tale uso destinati in ogni
fase, prevedendo anche, all’art.14, comma 4, le sanzioni in caso di
contravvenzione.
Dai dati che annualmente le Regioni inviano al Ministero della Salute
risultano 5.350.000 cani di proprietà e 690.000 cani randagi di cui solo un
terzo ospitati nei canili rifugio. A tutti sarà capitato di vedere cani sul
ciglio della strada che vagano confusi senza meta.
Spesso improvvisamente decidono di attraversare la strada, mettendo a rischio
non solo la loro vita, ma anche quella dei guidatori. Ogni anno si registrano
centinaia di incidenti stradali causati da animali abbandonati o randagi, che
portano ad un pesante bilancio delle persone ferite o che addirittura perdono
la vita. Chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un reato penale
(legge 189/2004), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo.
Qualcuno pensa che abbandonare un animale possa considerarsi quasi
un’opportunità che gli si dà quando non si ha più la voglia o la possibilità
di occuparsene. Invece, è bene sapere che la maggior parte di questi animali
morirà di fame o sotto le ruote di un autoveicolo, comportando come abbiamo
già visto un grave rischio per gli automobilisti, oppure una volta catturato
andrà ad aumentare l’enorme numero dei cani già presenti nei numerosi canili
distribuiti in tutta Italia.
Il randagismo, inoltre, ed in particolare modo quello urbano, con tutte le
implicazioni di ordine igienico, sociale e sanitario, porta all’alterazione
del pacifico rapporto di convivenza che è sempre esistito tra l’uomo e
l’animale.
Proprio nell’ottica della prevenzione di questo triste fenomeno rientra
l’istituzione dell'Anagrafe canina nazionale che non solo faciliterà la
restituzione al legittimo proprietario degli animali che si sono perduti ma
scoraggerà coloro che considerano un animale come un oggetto da poter gettare
per strada dimenticando di avere delle precise responsabilità. Infatti, ogni
persona può denunciare alle Forze dell’Ordine chi ha abbandonato, chi
maltratta o anche chi non registra il proprio animale all’anagrafe canina
(legge 189/2004).